Le aziende italiane sono in crisi altro che virus

Il  Coronavirus rischia di far scattare un altro allarme: quello di un’economia italiana già in crisi prima dell’allerta sanitaria. Con intera penisola compoletamente bloccata : città isolate, negozi chiusi e diverse regioni in quarantena molte imprese si sono fermate .  Le conseguenze  per il Paese saranno gravissime e saremo  costretti a fare i conti  con situazioni che sono più tragiche di quanto possiamo immaginare. Per questo motivo è necessario l’intervento dello Stato, un’intervento concreto , sostanziale e sopratutto economico .

 come la politica ha intenzione di reagire?

I decreti varati da Conte hanno come scopo quello di mettere nero su bianco tutti i provvedimenti cautelari volti a contrastare l’epidemia da COVID-19. Con il primo decreto, infatti, il Governo ha varato tutta una serie di misure contenitive indirizzate sopratutto alle zone con focolai, mentre con il nuovo intervento disposizioni precise sono state approvate anche per il resto del Paese.

Quanto stabilito dall’Esecutivo, di fatto, ha attirato l’attenzione e i commenti dei partiti all’opposizione, che di tutta risposta hanno presentato le loro proposte per far fronte all’emergenza. A cuore di tutti, oltre alla salute della gente, c’è l’imprenditoria italiana: servono degli interventi precisi, e servono subito.

Coronavirus, l’appello del centrodestra

Dopo una riunione avvenuta tra i leader di Lega, FdI e Forza Italia, il centrodestra ha fatto sapere ,  di essere interessato ad agire prontamente per il bene del paese. Il loro obiettivo, dunque, rimane quello di lavorare insieme alla maggioranza, varando dei provvedimenti che tengano conto sopratutto di sanità, imprese, famiglie e lavoro.

Alla conferenza, insieme a Giorgia Meloni e Antonio Tajani, c’era anche Matteo Salvini, al centro delle cronache nelle ultime ore per via della notizia relativa al poliziotto della sua scorta contagiato dal Coronavirus. L’esponente della Lega, che in questi giorni si era detto d’accordo con la decisione di Conte di chiudere l Italia  ha rivolto alcune parole anche alle aziende messe in crisi da questa emergenza sanitaria. I 7 miliardi stanziati dal Governo, ha detto, sono un buon punto di partenza ma, visto come si stanno evolvendo le cose, potrebbero non bastare. Da qui, quindi, l’invito all’Esecutivo di ascoltare le proposte del centro destra, a cui i tecnici – ha detto – stanno però ancora lavorando.

Emergenza sanitaria, Matteo Renzi preoccupato per il futuro dell’Italia

Decisamente preoccupato per le sorti dell’Italia è Matteo Renzi che, recentemente e in più occasioni, ha preannunciato alla stampa un disastro economico per il Paese. Per questo motivo, secondo il leader di Italia Viva, serve un intervento chiaro e maggiore fermezza da parte del Governo.

Da come l’Esecutivo gestirà l’epidemia, ha spiegato Renzi, dipenderà anche la reputazione dell’Italia all’estero, che potrebbe avere delle ripercussioni sui lavoratori e le imprese del Paese anche dopo che il Coronavirus avrà smesso di diffondersi con la stessa velocità di oggi.

Coronavirus, il Pd fa appello alla responsabilità individuale

Invitando le persone a mantenere la calma e a non diffondere il panico, Zingaretti, primo politico ad essere stato contagiato dal Coronavirus, ha fatto appello in questi giorni alla responsabilità individuale. Pd e M5s hanno lavorato insieme ai decreti varati da Conte, con un primo sostegno all’economia del Paese che si è tradotto in uno stanziamento di 7,5 miliardi di euro per famiglie e imprese in crisi.

Lo scopo è aiutare le aziende in difficoltà e i lavoratori costretti a rinunciare al proprio salario e/o reddito per via delle misure di sicurezza volte a contrastare il diffondersi del virus cinese. Al contrario di Renzi, l’attuale segretario del Pd è apparso più ottimista: “L’Italia ce la farà”, ha detto in questi giorni a chi gli ha chiesto di commentare lo stato di emergenza in cui riversa lo Stato.

Aziende in crisi a causa del COVID-19, i Cinque Stelle attaccano i dem

Mentre il Governo lavorava al nuovo decreto varato da Conte, comunque, non sono mancate le polemiche all’interno della maggioranza (che ancora una volta è apparsa divisa). La decisione di Zingaretti di convocare le parti sociali e confrontarsi con loro sulle misure da attuare in difesa dell’economia nazionale dopo l’emergenza Coronavirus non è per niente piaciuta ai Cinque Stelle. L’incontro tra i sindacati e il segretario del Pd è stato infatti motivo di lamentele, mosse sopratutto da parte dei pentastellati che si sono sentiti esclusi.

Rientrata la polemica, comunque, il Movimento 5 Stelle ha rivolto un appello preciso all’Unione Europea. Il partito fondato da Beppe Grillo, nello specifico, ha accusato l’Ue di stare prendendo troppo tempo nel decidere come e quando aiutare l’Italia a gestire le conseguenze negative che l’epidemia avrà sulle finanze pubbliche. “Serve collaborazione”, ha tuonato Di Maio recentemente dopo essersi rivolto agli Stati Membri. Le misure prese dal Governo, invece, sono state definite “eccezionali” dal Ministro, a dimostrazione del fatto che si è trovato completamente d’accordo con quanto stabilito dal decreto Conte.

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